Prot. n. 5/2022 Assessore all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti
Sabrina Alfonsi
Assessore all’Urbanistica
Maurizio Veloccia
Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica
Ufficio Convenzioni Urbanistiche
Arch. Pietro Scalone
Dipartimento Valorizzazione del Patrimonio e Politiche Abitative
Direzione Acquisizioni-Consegne e Conservatoria
Ing. Gaetano Pepe
p.c. – Presidente del Municipio di Roma XV
Daniele Torquati
p.c. – Assessore con delega alle Politiche Ambientali
Marcello Ribera
Oggetto – Problematiche del Parco Volusia (Municipio di Roma XV): acquisizione definitiva delle aree al Patrimonio del Comune di Roma
Con deliberazione del Consiglio Comunale n. 614 del 18 dicembre 1962 é stato adottato il Nuovo Piano Regolatore Generale, approvato poi tre anni dopo (con modifiche, prescrizioni e stralci) con Decreto del Presidente della Repubblica del 16 dicembre 1965: prevedeva il Grande Raccordo Anulare (in sigla G.R.A.), la Cassia Bis, con all’incrocio fra le due l’ospedale detto oggi S. Andrea, e diverse lottizzazioni convenzionate tra cui quella denominata “Volusia” a ridosso di via Cassia, destinata a sottozona F/2 (ristrutturazione edilizia), quale parte della più estesa lottizzazione convenzionata F/2 “Volusia”, con percentuali di superficie e di cubatura corrispondenti alla densità territoriale di 100 abitanti per ettaro.
Foglio 8 Sud del P.R.G. di Roma del 1962 – In rosso è indicato il perimetro della lottizzazione convenzionata F7” “Volusia”. L’area a sud-ovest della lottizzazione, in colore celeste, era destinata a sottozona M3 (“Attrezzature di servizi pubblici di quartiere”)
Il comprensorio omonimo si estendeva su una superficie totale di 444.927 mq., per una cubatura complessiva di mc. 416.544. Intorno agli anni ’70, a causa dell’incremento della popolazione scolastica, si è reso necessario costruire nuove scuole nel quartiere “Tomba di Nerone”: fra quelle realizzate c’è la scuola materna ed elementare dell’allora 162° Circolo Didattico, che è stata costruita nel 1975 in fondo a via Fosso del Fontaniletto e che oggi è diventata l’Istituto Comprensivo “Parco di Veio”.
La scuola è stata edificata proprio sull’area destinata a sottozona M3 che ricadeva all’interno della lottizzazione convenzionata “Volusia” e che è stata ceduta al Comune a seguito di una convenzione.
La superficie complessiva della lottizzazione F/2 “Volusia” è stata così decurtata dell’area su cui è stata realizzata la scuola ed è quindi diventata di mq. 429.067: le società del gruppo “Parsitalia”, riunite fra di loro in consorzio, hanno poi redatto un piano di lottizzazione. Le società del gruppo “Parsitalia”, che erano proprietarie anche di aree in località “Castellaccio” e “Spinaceto”, entrambe destinate a sottozona M/1 dal P.R.G. del 1962, in data 16.11.2000 hanno presentato al Dipartimento VI del Comune di Roma, U. O. n. 2 dell’Ufficio Nuovo Piano Regolatore, (prot. n. 16413 di pari data) una proposta di “compensazione edificatoria” per la lottizzazione convenzionata “Volusia”, offrendo la cessione gratuita al Comune delle aree, attrezzate a parco pubblico, costituenti in gran parte (e non interamente) il comprensorio “F2 – Volusia”, in cambio della trasformazione della destinazione delle aree di “Castellaccio” e “Spinacelo” da M/1 a “zona da convenzionare”, per una cubatura complessiva totale pari alla sommatoria di quelle spettanti nella zona F/2 “Volusia” e nelle zone M/1.
In data 11.1.2001 il Consiglio Comunale di Roma ha approvato la deliberazione n. 18 relativa agli “indirizzi al Sindaco ex art. 24 dello Statuto Comunale ai fini della sottoscrizione dell’Accordo di Programma, ex art. 34 del D. Lgs. n. 267/2000, concernente il “Programma Urbanistico Eur-Castellaccio” e compensazione dei Parchi di Volusia e Pratone delle Valli”.
Con deliberazione n. 2 del 23 gennaio 2003 il Consiglio Comunale ha ratificato l’Accordo di Programma stipulato il 9 gennaio 2003 tra il Comune di Roma e la Regione Lazio, che ha comportato la cessione gratuita al Comune (e la loro contestuale destinazione a “verde pubblico”) delle aree della lottizzazione “Volusia” di proprietà soltanto delle società del gruppo “Parsitalia”.
Con atto pubblico a rogito Notaio Pietro Mazza di Roma (trascrizione n. 4009.3/2004 in atti dal 27/1/2004, Repertorio n. 98556) il 22 dicembre 2003 è stata stipulata la convenzione tra il Comune di Roma e le S.r.l. “Tor Immobiliare Uno”, “Pifer 86” e “Girev Cassia” per la cessione dei loro diritti reali a titolo gratuito.
Ad appena 2 mesi di distanza dalla cessione gratuita delle aree del comprensorio “Volusia”, con deliberazione n. 33 del 19-20 marzo 2003 il Consiglio Comunale ha adottato il nuovo Piano Regolatore Generale di Roma, che ha tenuto conto della avvenuta compensazione urbanistica e cancellato le destinazione a zona F/2 del PRG del 1962 dell’intero comprensorio di “Volusia” per destinarlo a “verde pubblico e servizi pubblici di livello locale”.
Ma l’apertura del parco, peraltro parziale, è avvenuta il 19 settembre 2015, quando l’allora Sindaco Ignazio Marino ha inaugurato il 1° lotto del parco Volusia.
Per la consegna delle aree del 2° lotto si è dovuto attendere dapprima la realizzazione di un ponte in legno sul fosso dell’Erba Puzza. Si è così arrivati al 19 dicembre 2021, quando il neo Sindaco Giacomo Gualtieri ha inaugurato con il 2° lotto la parte bassa del parco Volusia con accesso da via Veientana 97.
Solo per tale occasione è stata messa in atto la definitiva consegna della aree alla Direzione Patrimonio, curata dall’Ufficio Convenzioni Urbanistiche, che ha provveduto ad individuare tutte le aree di cessione, escludendo quelle retrocesse a favore delle S.r.l “Tor immobiliare Uno”, “Pifer 86” e “Girev Cassia” (con atto a rogito Notaio Pietro Mazza del 6 luglio 2004).
Dalla cessione sono state escluse le particelle n. 714 e n. 741 del Foglio 203.
In seguito alle perizie effettuate a cura della ditta privata del cav. Di Piero, ma sotto la guida del dott. Gaetano Messineo della Soprintendenza Archeologica di Roma, con Decreto del 19 dicembre 1985 dell’allora Ministro per i Beni Culturali e Ambientali, On. Galasso, è stato assoggettato a vincolo archeologico ai sensi della allora legge n. 1089/1939 l’intero complesso della villa romana di Casale Ghella: nel vincolo indiretto ricade la particella 714 del Foglio 203.
Queste particelle sono state destinate alla “Città da ristrutturare – Tessuti nei Programmi integrati prevalentemente residenziali” nel nuovo Piano Regolatore Generale di Roma, approvato con deliberazione del Consiglio n. 33 del 19-20 marzo 2003.
Il 16 settembre 2003 è stato operato un frazionamento delle particelle 714 e 741, che ha originato le particelle 1007 e 1009: la proprietà dell’area triangolare di mq. 5.184 di cui al Foglio 203 è stata acquistata in seguito dalla S.r.l. “Topazio”, società del Gruppo Parnasi.
Il 16 febbraio 2009 è stato richiesto il rilascio del permesso di costruire (recepito con prot. n. QI 2009/9926) su un progetto redatto dall’arch. Paola Tamburini, che prevede la costruzione di 2 edifici a destinazione esclusivamente residenziale, all’interno di ciascuno dei quali dovrebbero essere realizzate 8 unità immobiliari per complessivi 16 appartamenti, per un volume fuori terra di 3.500,80 mc.
Il 28 febbraio 2013 sono state frazionate le particelle 1007 e 1009 del Foglio 203 per ricavare le nuove ed attuali particelle 1094, 1095, 1096 e 1097, funzionali al progetto così come modificato.
La forma esattamente triangolare dell’area, con la punta che tocca via del Casale Ghella, non poteva consentire un accesso proprio dalla punta senza invadere le proprietà vicine, in questo caso il terreno libero a nord di proprietà di Roma Capitale che fa parte del Parco Volusia, anziché l’area a sud dalla parte opposta in quanto pertinenza del fabbricato del Consorzio Volusia.
Ignorando del tutto questo non secondario particolare, il progetto della strada di accesso si allarga fino ad invadere la proprietà di Roma Capitale.
Per ricavare la strada di accesso al lotto il progetto invade la quota parte della particella n. 1008 del Foglio 203, che ricade non solo dentro il Parco Volusia, ma anche dentro il Parco di Veio.
Perimetrazione provvisoria del Parco Regionale di Veio
Il 28 agosto 2017 alla S.r.l. “Topazio” è stato rilasciato il permesso di costruire n. 210, dove è riportato, peraltro in modo non corretto formalmente, che c’è stato un «Visto il parere dell’Ente Parco di Veio che con nota 982 del 12/04/2018».
Ma l’Ente Parco di Veio non è stato mai convocato a partecipare alla Conferenza dei Servizi e dopo che è stato portato a conoscenza di questo grave vizio di legittimità ha trasmesso alla Procura della Repubblica una Comunicazione di Notizia di Reato (CNR) per causa dei lavori iniziati i 2 luglio 2018 e proseguiti senza il preventivo ed obbligatorio nulla osta dell’Ente Parco di Veio.
Con nota prot. n. 1855 del 9 agosto 2018, l’Ente Parco di Veio ha poi fatto presente che «nel corpo del Permesso di costruire suddetto, viene citata tra i visti, quale parere dell’Ente Parco di Veio la nota prot. 982 del 12 aprile 2012, …; tale nota non è il parere dell’Ente parco sulla realizzazione dell’intervento, bensì una certificazione, rilasciata su istanza di privati e non in sede di conferenza di servizi, in cui si attesta che le particelle 1007 e 1009 (oggi 1094, 10915, 1096 e 1097) non ricadono all’interno del Parco di Veio.
Ai fini del rilascio del titolo autorizzativo in questione l’Ente di gestione dell’area protetta non è stato invitato alla conferenza di servizi indetta, e non è stato mai richiesto, né acquisito, il Nulla Osta preventivo ai sensi dell’art. 28 (Nulla osta e poteri di intervento dell’ente di gestione) della Legge Regionale 6 ottobre 1997, n. 29. Essendo il Nulla Osta di competenza dell’Ente Parco, per sua natura, preventivo al rilascio di concessioni o autorizzazioni, non può essere rilasciato successivamente alla realizzazione delle opere.
Per quanto sopra detto si richiede l’annullamento del Permesso di Costruire in oggetto ai sensi degli art. 21-octies e seguenti della Legge 7 agosto 1990, n. 241 … e l’emissione di ogni atto o provvedimento propedeutico al ripristino dell’originario stato dei luoghi.»
Alla suddetta richiesta il Comune di Roma non ha dato a tutt’oggi risposta né l’Ente Parco di Veio l’ha sollecitata.
Stato dei lavori al 24 luglio 2028
Con nota registrata al protocollo del Dipartimento Patrimonio QC/5964 del 22 febbraio 2018 la S.r.l. “Topazio” aveva per di più inoltrato istanza di costituzione di servitù di passaggio permanente sulla quota parte della particella 1008 che ricade dentro il Parco Volusia: con nota prot. n. 22503 del 27 luglio 2018 l’allora Direttore del Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative Dott. Aldo Barletta ha risposto alla associazione “Verdi Ambiente e Società” (VAS) comunicando che «a riguardo lo scrivente Dipartimento, per l’area di competenza, sta definendo l’istruttoria di una concessione finalizzata al passaggio veicolare e pedonale, trattandosi di area appartenente ai beni demaniali in quanto soggetta a vincolo archeologico con D.M. 19/12/1985, sulla quale non è consentito costituire diritti permanenti in favore di terzi nella forma della servitù».
Al termine del sopralluogo che alla fine della mattinata del 30 novembre 2018 è stato effettuato tra i Guardiaparco di Veio ed alcuni funzionari della S.r.l. “Green Park” (subentrata alla S.r.l. “Topazio”), il cantiere edile è stato sottoposto a sequestro preventivo ai sensi dell’art. 321 del Codice di Procedura Penale.
Da allora ad oggi il muro di cinta realizzato sulla parte di area del Parco Volusia (part. 1008 del Foglio 203) è rimasto tale e quale.
In considerazione di quanto precedentemente esposto, si chiede di sapere se al patrimonio del Comune di Roma sia stata acquisita anche l’intera particella 1008 del Foglio 203, compresa la sua quota parte illecitamente occupata dalla S.r.l. “Topazio” con la realizzazione del muro di cinta della strada di accesso alle due palazzine assentite dal permesso di costruire n. 210 del 28 agosto 2017.
Si chiede inoltre di sapere se la Direzione Patrimonio abbia nel frattempo rilasciato la servitù di passaggio sulla suddetta quota parte della particella 1008 del Foglio 203, precisando in caso affermativo le ragioni tecniche e giuridiche che hanno motivato una tale scelta.
Si chiede infine di sapere cosa intendano fare le SS.LL. in indirizzo, ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, per assicurare l’appartenenza a pieno titolo al Parco Volusia della quota parte della particella 1008 del Foglio 203 e la sua conseguente fruizione da parte di tutti i cittadini al pari di tutte le altre aree che fanno parte del Parco Volusia.
Si rimane in attesa di un cortese riscontro scritto, anche per via telematica, che si richiede ai sensi degli artt. 2, 3, 9 e 10 della legge n. 241/1990.
Distinti saluti.
Roma, 18 febbraio 2022