Non distruggete gli stupendi filari di pini di Roma ! L’ingegneria fornisce ampie soluzioni per realizzare nuove pavimentazioni stradali che non risentono delle radici dei pini !

 

Alla cortese attenzione di Linda Meleo “Assessora alla Città in movimento” del Comune di Roma

Gentile Assessora,

ho recentemente letto un articolo su “la Repubblica” del 28 giugno 2018 ed. Roma che titolava “Linda Meleo” “Radici pericolose – voglio abbattere gli alberi che provocano incidenti ma solo dopo un referendum”, notizia che mi sta letteralmente angosciando perché prospetta uno scempio senza precedenti e soprattutto senza valide ragioni tecniche.

Si prospetta infatti il taglio sistematico dei filari di pini  lungo le fasce laterali delle nostre strade principali laddove si presentano dossi e irregolarità, a cominciare dagli stupendi filari della storica Cristoforo Colombo, con devastanti conseguenze paesaggistiche ed ambientali.

Ma veramente pensa che sono gli alberi che provocano gli incidenti?

O piuttosto la causa è dei lavori di fondazione-pavimentazione stradale non progettati-eseguiti a regola d’arte rispetto al contesto in cui si collocano?  

Ma veramente pensa che la giusta soluzione al problema degli incidenti è quella di distruggere tutti i pini sulle nostre strade che presentano dossi e irregolarità nell’asfalto?

O piuttosto il problema si  risolve con lavori riparatori di fondazione-pavimentazione stradale  progettati-eseguiti a regola d’arte e con un attento controllo della Direzione Lavori?

Ho una esperienza trentennale di ingegnere sulle infrastrutture stradali in Italia e all’estero e le assicuro che un buon progetto della fondazione-pavimentazione delle fasce laterali, una esecuzione dei lavori a regola d’arte e un attento controllo della Direzione Lavori risolverebbe il problema in maniera definitiva, peraltro con costi comparabili a quelli che si sosterebbero comunque per il taglio degli alberi e per la perdita di tutti gli effetti benefici delle chiome distrutte – basti citare l’assorbimento dell’anidride carbonica e delle polveri sottili e più in generale la riduzione dell’inquinamento.

Una fondazione-pavimentazione per una importante infrastruttura stradale dovrebbe infatti essere costituita, a partire dal piano di posa, da un adeguato strato :

  • di misto granulare stabilizzato; 
  • di misto granulare cementato; 
  • di conglomerato bituminoso di base; 
  • di conglomerato bituminoso di collegamento detto “binder”; 
  • di conglomerato bituminoso di usura; 

lavorazioni peraltro previste nel prezziario richiamato nel sito del Comune di Roma Capitale alla sezione “B 1.03. Fondazioni stradali”  e “B 1.05. Pavimentazioni stradali”.

Per rendere la fondazione-pavimentazione ancor più resistente, anche il piano di posa potrebbe essere trattato con una stabilizzazione a calce o cemento ed inoltre si potrebbero anche utilizzare geogriglie di rinforzo.

In altri paesi – quali gli Stati Uniti e l’Australia – per le fondazioni-pavimentazioni stradali si utilizzano anche altre soluzioni come ad esempio il “Continuously Reinforced Concrete Pavement – CRCP” e cioè una vera e propria soletta longitudinale di calcestruzzo armato sulla quale si stende poi il conglomerato bituminoso.

Quanto sopra per evidenziare che, per le fasce stradali interessate da dossi e irregolarità, l’ingegneria fornisce ampie soluzioni per progettare-realizzare nuove fondazioni-pavimentazioni stradali che non risentono delle radici dei pini.

D’altro canto sarebbe curioso se, a fronte di opere grandiose quali viadotti, gallerie, dighe e ponti realizzate dall’ingegneria italiana in Italia ed all’estero, non riuscissimo poi a risolvere la questione della protezione della pavimentazione stradale dalle radici dei pini di Roma. 

Per risolvere il problema dei dossi e delle irregolarità occorrere quindi verificare la consistenza dell’esistente pavimentazione e qualora se ne confermasse l’inadeguatezza, procedere con la rimozione ed il rifacimento di una adeguata fondazione stradale e di un adeguato pacchetto di pavimentazione.

Anche in merito agli effetti dei lavori sugli alberi si evidenzia che sono disponibili varie tecnologie che permettono di eseguire i suddetti lavori senza compromettere la salute e la stabilità degli alberi
Occorre infatti evidenziare che, in alternativa ai comuni sistemi di scavo con mezzi meccanici sono disponibili ed ampiamente collaudate diverse tecniche di scavo che viceversa preservano perfettamente le radici di una alberatura; mi riferisco ai vari sistemi di scavo con acqua in pressione oppure con lance ad aria compressa, sistemi ampiamente collaudati che consentono di preservare perfettamente le radici degli alberi e che sono facilmente reperibili sul mercato.

Alla luce di quanto sopra rappresentato La prego quindi di approfondire l’argomento e soprattutto La scongiuro di non intraprendere l’abbattimento degli stupendi filari di pini che hanno impiegato mezzo secolo per essere così maestosi. 

Non è infatti necessario né tagliare i pini né tanto meno organizzare un referendum ma è sufficiente avvalersi dell’ampia e disponibile ingegneria specializzata per realizzare nuove fondazioni-pavimentazioni stradali nelle fasce laterali che presentano dossi ed irregolarità.

Distruggere i nostri alberi di alto fusto a causa di pavimentazioni stradali non eseguite a regola d’arte sarebbe infatti un errore irreparabile dal punto di vista paesaggistico ed ambientale.

Mi perdoni quindi se metto per conoscenza alcune associazioni ambientalistiche auspicando un loro contributo sulla questione. 

Un ultima considerazione infine. 

Gli scempi sui bellissimi filari lungo le nostre strade si alimentano anche della errata informazione da parte di giornali e telegiornali che parlano di alberi e radici che provocano incidenti, quando invece sono gli uomini che trasformano gli alberi in potenziali pericoli con i loro comportamenti sbagliati.
Questa errata informazione rende gli alberi il capro espiatorio su cui scaricare l’incapacità delle precedenti amministrazioni nella gestione delle infrastrutture e del verde pubblico ed alimenta un ingiustificato orientamento verso la distruzione degli alberi. 

Chiedo quindi ai giornali e telegiornali, che inserisco pure per conoscenza,  di contribuire alla corretta rappresentazione del problema degli incidenti per le radici e per le buche nell’asfalto, evidenziando che la colpa dei dossi non è degli alberi, così come la colpa delle buche non è della pioggia, ma piuttosto di lavori non progettati-eseguiti a regola d’arte, realizzati nei decenni in un sistema  di appalti che non ne ha assicurato la dovuta qualità.

A disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

Ing. Stefano Storoni

 



Una risposta a:
Non distruggete gli stupendi filari di pini di Roma ! L’ingegneria fornisce ampie soluzioni per realizzare nuove pavimentazioni stradali che non risentono delle radici dei pini !

  1. Alberto Fortunato ha detto:

    Ing. anche lei dia per cortesia la “corretta rappresentazione delle radici ma principalmente delle buche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.