Lupi e orsi, il Trentino vuole abbatterli e il centrosinistra spera nel governo Lega-M5S

 

La giunta della provincia autonoma di Trento – Partito autonomista trentino tirolese (Patt), Partito Democratico (PD)  e Unione per il Trentino (Upt) – ha approvato la proposta di legge “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi della Provincia autonoma di Trento derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2018 Attuazione dell’art. 16 della direttiva n. 92/43/CEE in materia di tutela del sistema alpicolturale” composta da un solo articolo: Misure di prevenzione e di intervento concernenti i grandi carnivori ai fini della tutela del sistema alpicolturale provinciale

«1. Al fine di conservare il sistema alpicolturale del territorio montano provinciale, il Presidente della Provincia, per proteggere le caratteristiche fauna e flora selvatiche e conservare gli habitat naturali, per prevenire danni gravi, specificatamente alle colture, all’allevamento, ai boschi, al patrimonio ittico, alle acque e ad altre forme di proprietà, per garantire l’interesse della sanità e della sicurezza pubblica o per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica, e motivi tali da comportare conseguenze positive di primaria importanza per l’ambiente, può, acquisito il parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, limitatamente alle specie Ursus arctos e Canis lupus, autorizzare il prelievo, la cattura o l’uccisione, a condizione che non esista un’altra soluzione valida e che il prelievo non pregiudichi il mantenimento, in uno stato di conservazione soddisfacente, della popolazione della specie interessata nella sua area di ripartizione naturale.

La Provincia autonoma di Trento assicura le informazioni necessarie all’adempimento degli obblighi di comunicazione dello Stato alla Commissione europea».

Secondo il presidente della Provincia, Ugo Rossi (Patt), che sull’abbattimento dei lupi può contare sull’entusiastico appoggio della Lega  Nord Trentino, «si tratta di un’assunzione di responsabilità che verrà condotta con assoluto rigore scientifico».

La proposta di legge/decreto, fortemente voluta dall’assessore provinciale all’agricoltura, foreste, turismo e promozione, caccia e pesca Michele Dallapiccola (Patt), sarà trasmessa con urgenza al Consiglio provinciale per essere approvata e la giunta di Patt-PD- Upt è convinta che il nuovo governo Movimento 5 Stelle-Lega non la impugnerà come ha fatto il governo Gentiloni e che il nuovo ministro dell’ambiente, l’ex forestale e carabiniere  Sergio Costa, non seguirà l’esempio del suo predecessore Gian Luca Galletti che, seppure politicamente vicino alla giunta del Trentino, ha sempre detto no ad ogni richiesta di ”prelievo controllato” avanzata da Rossi e Dallapiccola.

Ma la giunta autonomista-PD punta moto sull’aiuto della Lega a Roma e Rossi lo ha detto esplicitamente: «Contiamo che non sia impugnato questo disegno perché ci sono ottime ragioni sostanziali e anche giuridiche per la tutela di particolari forme di agricoltura e quindi riteniamo che ciò consenta al nostro consiglio di legiferare.

Siamo convinti della bontà della nostra posizione giuridica e vedremo come si porrà il governo.

Di sicuro non possiamo andare avanti così, tra chi grida al lupo al lupo e chi dall’altra si oppone ad ogni piano nazionale di gestione».

Ad essere più in difficoltà di fronte alla crociata anti-lupo (e orsi) del Trentino è il Movimento 5 Stelle che, oltre ad esprimere il ministro Costa, in campagna elettorale si era opposto alle proposte della giunta Rossi.

Infatti prima delle ultime elezioni e prima di diventare alleati di governo  i trentini Riccardo Fraccaro (M5S) e Maurizio Fugatti (Lega), poi entrambi eletti alla Camera dei deputati, si erano confrontati su Il Dolomiti proprio sul tema “Grandi carnivori, si o no? Fallimento o opportunità?”, esprimendo posizioni opposte.

Fraccaro aveva ricordato che «il M5s ha sempre criticato la gestione fallimentare della Provincia di Trento.

Il ritorno spontaneo di altre specie, come il lupo e la lince, è un arricchimento importante della biodiversità.

Necessario da parte della politica trovare soluzioni che garantiscano una convivenza con gli allevatori, categoria economica di primaria importanza per il nostro territorio, che va assolutamente tutelata».

Invece, per il leghista Fugatti la giunta trentina era addirittura troppo “morbida”: «Il progetto dei grandi carnivori non è nato da solo.

Il centrosinistra si è inventato questo piano, che ha fortemente promosso e sostenuto, ma ora è andato in difficoltà.

Un problema questo che va affrontato a livello di governo.

In merito ai lupi una scelta può essere quella dell’abbattimento, mentre per gli orsi è necessario prendere accordi con gli altri Paesi per procedere al rimpatrio degli esemplari in eccesso o pericolosi.

È  necessario intervenire per evitare che l’agricoltura e gli allevatori entrino in crisi per l’incapacità di gestire questo progetto».

Al convegno finale del progetto Life WolfAlps, tenutosi a marzo a Trento, dopo 5 anni di monitoraggi e impegno per la convivenza stabile tra uomini e lupi sull’arco alpino, è emerso che «i dati di monitoraggio presentati dagli esperti e basati sulle migliori tecniche disponibili, parlano di un trend positivo della popolazione [di lupi] sull’arco alpino, con una stima di circa 50 branchi sulle Alpi italiane, in larga parte in Piemonte ma in espansione anche tra Veneto e Trentino, fondamentale per raggiungere uno stato di conservazione favorevole come richiesto dalla normativa europea».

Il Wwf ricorda che l’Unione europea ha già bacchettato i politici italiani, «che troppo spesso producono forzature strumentali delle posizioni comunitarie senza riportare cosa esse stesse indicano: in primis che, dopo un’attenta revisione della Direttiva Habitat, gli attuali livelli di protezione della specie in Europa non verranno abbassati».

Le raccolte di firme sul web per chiedere l’abbattimento dei lupi, come quella promossa dell’assessore agricoltura della provincia autonoma di Bolzano Arnold Schuler (Südtiroler Volkspartei) sono state seppellite da un mare di firme sulle petizioni alternative pro-lupo, ma solo qualche giorno fa Theiner ha sottolineato che «sarebbe illusorio dichiarare la provincia di Bolzano quale territorio esente dalla presenza del lupo perché significherebbe abbandonare la legalità. Importante sarebbe, invece, tentare di limitare il suo stato di tutela».

In Alto Adige/Süd Tirol ci sono pochi esemplari di lupo di passaggio, nessuno dei quali si è insediato nel territorio provinciale.

Intervenendo al convegno di Trento, Marco Galaverni, responsabile specie e habitat Wwwf Italia, aveva detto: «Non ci aspettiamo che gli allevatori siano contenti della presenza del lupo sul territorio, ma ben presto scopriranno che alcuni politici li stanno ingannando invocando fantomatici abbattimenti, irrealizzabili dal punto di vista pratico oltre che normativo, facendo perdere loro tempo prezioso per realizzare invece azioni concrete di supporto all’allevamento, mai semplici e miracolose ma ampiamente disponibili con gli ingenti fondi europei per lo sviluppo rurale.

E quando si accorgeranno di essere stati ingannati, sapranno con chi protestare».

Poi ci sono state le elezioni ed è arrivato il “governo del cambiamento” che, secondo chi prevarrà tra  Lega e M5S, potrebbe rappresentare un pessimo cambiamento per i lupi e gli orsi del Trentino Alto Adige/Süd Tirol

Sono passati pochi giorni dal 26 maggio, quando la Lega per l’abolizione della caccia (Lac) ha denunciato pubblicamente «la richiesta dello scorso 10 maggio, formulata al Governo da parte della Conferenza delle Regioni, di delegare alle regioni stesse e alle province autonome di Trento e Bolzano la facoltà eccezionale di disporre catture e abbattimenti in deroga di esemplari delle specie orso e lupo.

Si tratta, sinora, di una prerogativa teorica di esclusiva competenza statale, sentito il parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).

L’occasione è stata fornita dalla preparazione di una bozza di parziale modifica ad un Decreto del Presidente della Repubblica del lontano 1997 (attuazione della cosiddetta Direttiva Ue “Habitat”, riguardante anche la protezione di mammiferi in pericolo d’estinzione), che dovrebbe inserire una nuova disciplina del divieto di immissione di specie esotiche in Italia.

Nulla a che vedere, pertanto, con la tutela e la gestione delle rare specie di predatori autoctoni presenti nel nostro Paese.

Il Consiglio dei Ministri ha trattato, in prima lettura, la bozza preliminare lo scorso 16 marzo».

Ma la Lac fa notare che la Conferenza delle Regioni (che è ancora a maggioranza PD-centrosinistra), «su input della Provincia autonoma di Bolzano (e dei recenti furori demagogici anti-lupo di un paio dei suoi assessori)», appena capito che ci sarebbe stato un governo M5S-Lega ha condizionato  il suo  parere allo Stato sullo schema di .D.P.R.,«all’inserimento di un articolo che nulla a che vedere col contrasto alla diffusione di specie esotiche, chiedendo di introdurre una autonomia decisionale locale (basterebbe una mera comunicazione al Ministero dell’Ambiente) in materia di “prelievo, cattura o uccisione” delle specie Ursus arctos e Canis Lupus».

Infatti, sullo schema di “D.P.R. recante  ulteriori modifiche all’Art. 12 del Decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, N. 357, concernente regolamento di attuazione della Direttiva  92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche”, la Conferenza delle regioni ha espresso «parere favorevole condizionato all’accoglimento della seguente proposta emendativa: Prima dell’art.1 dello schema di decreto, inserire l’art.01: 01.(Modifiche all’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre1997, n. 357) Dopo il comma 2 dell’art. 11 del DPR 8 settembre 1997, n. 357 è inserito il seguente: “2bis. Le Regioni e le Province Autonome, sentito l’Istituto Superiore per la ricerca ambientale, provvedono direttamente ai sensi dei commi 1 e 2, limitatamente alle specie Ursus arctos e Canis lupus, e comunicano al Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, senza ritardo e comunque non oltre quindici giorni, le deroghe concesse in base ai commi precedenti”».

Per la Lac «si tratta di un bieco voltafaccia proprio rispetto ad un recente parere negativo in conferenza Stato-Regioni all’ipotesi di introdurre facoltà di abbattimento in sede di stesura di un piano nazionale sulla gestione del lupo».

A differenza delle giunte autonomiste-PD che governato il Trentino e il Süd Tirol e che nel Parlamento di Roma contano tanto sui cacciatori di lupi salviniani, la Lega abolizione caccia auspica qualcosa di totalmente diverso: «che il nuovo ministro dell’ambiente e tutto il nuovo Governo rispediscano al mittente il parere condizionato delle Regioni, e licenzino il provvedimento in Consiglio dei Ministri senza la previsione di eventuali fucilate a lupi ed orsi».

Vedremo come finirà e se nel governo “giallo-verde” prevarrà chi vuole salvare i lupi e gli orsi (il M5s) o chi i lupi vuole eradicarli e con gli orsi farne prosciutti (la Lega).

 

 

(Articolo pubblicato con questo titolo il 5 giugno 2018 sul sito online “greenreport.it”)



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