Abbattimento di lupi e orsi in Trentino Alto Adige, il ministro dell’ambiente: «Chiederò l’impugnativa»

 

Dopo quella di Trento anche la Provincia di Bolzano ha approvato, con 25 voti favorevoli, 3 contrari e 2 astenuti, una legge fotocopia che permette deroghe al regime di protezione di lupi e orsi, imposto dalla Direttiva Habitat.

Quindi in tutto il Trentino Alto Adige  sarà possibile autorizzare il prelievo, la cattura o l’uccisione di lupi e orsi, una volta acquisito il parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) che però non sarà vincolante.

«Ce lo aspettavamo – aveva detto a caldo Massimo Vitturi, responsabile area animali selvatici della Lav – e,  come per l’analogo provvedimento della Provincia di Trento, invieremo al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, una lettera con tutti i rilievi di incostituzionalità del testo della Provincia di Bolzano, analizzato dal nostro ufficio legale.

Siamo certi che entrambe le leggi saranno impugnate davanti alla Corte Costituzionale: dobbiamo arginare questo vergognoso attacco agli animali selvatici, boschi e prati non sono proprietà privata degli allevatori!».

Ma il ministro dell’ambiente Sergio Costa non ha aspettato la lettera della Lav e ha bocciato senza mezzi termini dei disegni di legge approvati recentemente dalle province di Trento e Bolzano con il voto favorevole di Lega, autonomisti e Pd e il voto contrario del Movimento 5 Stelle e, a Bolzano, anche di Sinistra e Verdi.

Dopo un’intervista al Corriere della Sera nella quale si dichiarava in disaccordo con le decisioni trentine e sudtirolesi, Costa ha sottolineato in una dichiarazione ufficiale che «se quanto annunciato dai mezzi di informazione dovesse corrispondere al vero, e cioè che le leggi appena approvate dalle province di Trento e Bolzano prevedono la possibilità di abbattere lupi ed orsi, significa che saremmo dinanzi a una palese violazione del dettato costituzionale e da esponente del Governo sarò costretto a chiederne l’inevitabile impugnativa al Consiglio dei Ministri.

Ritengo sia un grave errore, per le Province di Trento e Bolzano, volersi dotare di autonomia sulla gestione della fauna, che è patrimonio indisponibile dello Stato, forzando l’equilibrio tra i poteri dello Stato e quelli delle Province autonome su temi importanti e molto delicati, che devono prevedere soluzioni scientifiche e tecniche realmente valide e molta ragionevolezza.

Sono certo che il Piano Lupo, che intendo portare prossimamente in Conferenza Stato Regioni escludendo il passaggio tutt’altro che utile sugli abbattimenti selettivi, contenga le strategie, le misure e le azioni giuste per offrire una risposta concreta anche alle richieste dei territori di governare la coesistenza tra uomo e specie animali, tutelando al tempo stesso le economie e la biodiversità».

Ma il ministro  si chiede: «Però: dobbiamo proprio arrivare a questo punto?

Ci sono tante soluzioni alternative da poter trovare insieme.

Per questo confido ancora nei Presidenti e nei Consigli delle due Province autonome e lancio loro un appello affinché ritirino i provvedimenti approvati e avviino con il Ministero dell’Ambiente e le Regioni il percorso istituzionale che dovrà portare all’approvazione del Piano Lupo, l’unico strumento in grado di gestire con armonia tecnica, scientifica, amministrativa e culturale la tematica per i prossimi anni».

Costa è stato subito attaccato, quasi richiamato all’ordine di scuderia, dai suoi alleati di governo della Lega: «La decisione del ministro Costa ci sembra fuori luogo ed inopportuna – ha detto il sottosegretario alla salute e deputato trentino della Lega Maurizio Fugatti – Se i Consigli Provinciali autonomi di Trento e Bolzano sono giunti ad approvare una legge che prevede anche l’abbattimento di grandi carnivori, vuol dire che la situazione è davvero al limite.

Siamo quindi contrari alla impugnativa della legge di fronte alla Corte Costituzionale.

Ed eventualmente, prima di farlo, occorrerebbe almeno capire le esigenze e le ragioni urgenti che hanno portato a questa decisione e fare proposte serie di soluzione immediata del problema.

Peraltro, sarebbe un’occasione per dimostrare maggior rispetto per la cosiddetta “democrazia diretta” esercitata in questo caso legittimamente da queste Province autonome con voti ufficiali dei rispettivi Consigli Provinciali.

Più democrazia diretta di così!».

Insomma, la Lega ormai debordante vuole dare lezioni di democrazia diretta al M5S e lo fa ripetendo una bugia smentita più volte: il pericolo lupi in Trentino-Alto Adige dove questi animali non hanno nemmeno popolazioni stabili.

Ma Fugatti continua imperturbabile a propagare falsità e inesattezze da bettola e  manda a dire a Costa che «innanzitutto,  è una questione di sicurezza e di incolumità delle persone, visto che ci sono già stati casi di aggressione da parte di orsi e avvicinamenti pericolosi a scuole e parchi gioco da parte di lupi.

Inoltre, la presenza di questi grandi carnivori sta mettendo a serio rischio la continuità e il mantenimento dell’agricoltura di montagna.

Non a caso, tanti allevatori del Trentino alto Adige stanno gettando la spugna abbandonando la propria attività con tutte le conseguenze negative proprio in termini ambientali di sostenibilità della montagna».

Poi addirittura lo sconsolante affondo “animalista”: «Da rappresentanti istituzionali, che si dichiarano rispettosi degli animali, non si capisce perché non ci si preoccupa allora anche dei tanti animali – mucche, capre, asini, cavalli – ammazzati negli ultimi mesi nella valli della Regione proprio da orsi e lupi.

Apprezziamo la volontà del ministro Costa di trovare soluzioni attraverso il dialogo con le istituzioni locali, ma gli ricordiamo che questa via è già stata percorsa da governi precedenti senza portare a nulla di concreto. 

Il problema va risolto velocemente e urgentemente: posizione, questa, condivisa anche dallo stesso sottosegretario all’Ambiente, Vannia Gava».

Un po’ come dire a Costa: guarda che a Roma comandiamo noi e in Trentino stiamo per farlo e che al governo sei circondato…

Eppure, nel presentare il 5 luglio le sue linee programmatiche – che teoricamente dovrebbero essere condivise dalla Lega – il ministro dell’ambiente Sergio Costa  aveva annunciato: «maggiore contrasto al bracconaggio e introdurre espressamente gli atti di bracconaggio nella fattispecie dei “delitti a danno della fauna” all’interno del codice penale, con particolare riguardo alle aree protette; monitorare l’andamento delle specie selvatiche a rischio, sulla base degli studi realizzati da Ispra e dal mondo scientifico e ambientalista, al fine di intervenire con azioni dirette volte a tutelare il patrimonio faunistico e floristico a rischio e ridurre gli impatti causati dall’uomo; attuare il Piano Lupo per tutelare l’ecosistema, i cittadini e gli allevatori».

Che è il contrario di quel che dice il sottosegretario Fugatti.

Infatti, se il Piano Lupo venisse definitivamente approvato senza gli abbattimenti richiesti dalla Lega e da alcune Regioni, sarebbe una vittoria degli ambientalisti e del Movimento 5 Stelle che in campagna elettorale prometteva la chiusura della caccia e che ora si trova a governare con un partito che promette la libera caccia, tollera il bracconaggio come “tradizione” e teorizza grigliate a base di carne di orsi abbattuti sulle Alpi.

Lo sa bene Filippo Degasperi, l’unico consigliere provinciale trentino del Movimento 5 Stelle ad aver votato contro la delibera della giunta autonomisti-PD appoggiata alla Lega, che sulla sua pagina Facebook parla di «lezione data dal ministro» alle forze politiche del Trentino: «Dopo essere rimasti soli in Consiglio provinciale a contrastare l’ennesima decisione scomposta assunta dalla maggioranza che governa Trentino e Alto Adige, attendevamo fiduciosi l’intervento del Ministro dell’Ambiente. Il tentativo di estrometterlo dalla gestione dei grandi carnivori, oltre a dimostrare la pochezza di idee di chi gestisce oggi l’autonomia, manifesta anche una visione esclusivamente conflittuale del rapporto con l’attuale Governo.

Con un’eleganza e una raffinatezza ammirevoli, il ministro Sergio Costa mostra oggi ai bulletti locali qual sia la strada da seguire: rispetto, visione, confronto e dialogo costruttivi.

Una bella lezione per chi pensa che Autonomia significhi solo farsi gli affari propri».

Prima delle dichiarazioni del ministro Degasperi aveva scritto: «Anziché sostenere allevatori e agricoltori, la Provincia si mette contro il Ministero dell’Ambiente approvando una legge-fotocopia che non aggiunge nulla all’esistente ma lo taglia fuori dalla gestione dei grandi carnivori.

L’autonomia ridotta al taglia incolla di comodo di direttive Ue e regolamenti dimostra di aver dimenticato i tempi in cui il Trentino era un laboratorio di percorsi e soluzioni originali.

È ora di cambiare».

La distanza dai leghisti alla Fugatti è siderale e la lettura della presenza di grandi carnivori in Trentino e in Sud Tirolo non potrebbe essere più diversa…

In soccorso di Costa contro l’attacco leghista arriva anche la Lipu-BirdLife Italia: «Nonostante la recente condanna degli amministratori della provincia di Bolzano per l’abbattimento illecito di fauna selvatica, le province autonome di Trento e Bolzano hanno deciso di proseguire per la propria strada, approvando norme che non daranno alcun vantaggio gestionale e faranno danni alla natura».

Il direttore generale della Lipu, Danilo Selvaggi, aggiunge: «La scelta delle province autonome, palesemente anticostituzionale, è doppiamente grave perché ricorre a una risposta solo propagandistica su un tema complesso quale quello della corretta gestione di lupo e orso e perché si riferisce alla popolazione alpina di lupo, in stato di conservazione non favorevole.

Siamo insomma in piena violazione delle norme nazionali, della costituzione e della direttiva Habitat.

Un fatto grave, che non giova alla vita istituzionale del paese e richiede l’immediato intervento del Governo.

Bene ha fatto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ad annunciare la richiesta di impugnazione per incostituzionalità, se Trento e Bolzano non dovessero ripensarci, e a dichiarare l’intenzione di andare avanti con il Piano Lupo, oltre che di stringere le maglie contro l’esecrabile fenomeno del bracconaggio.

Molto apprezzabile anche la presa di posizione delle onorevoli Patrizia Prestipino e Michela Brambilla, dell’intergruppo parlamentare per la tutela degli animali.

E’ solo migliorando le politiche di gestione del territorio e di tutela della natura, lasciandoci alle spalle la propaganda elettorale e facendo valere la scienza e il buon senso, che la convivenza uomo-animali sarà davvero favorita e il Paese potrà fare un passo avanti anche su questi temi, tutt’altro che secondari».

 

(Articolo pubblicato con questo titolo il 9 luglio 2018 sul sito online “greenreport.it”)



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