La cartellopoli del Sindaco Raggi

 

Agli inizi di agosto abbiamo dato conto di una serie di nuovi impianti pubblicitari installati in palese violazione della normativa, provando a chiederne conto all’assessore Cafarotti.

Non avendo ricevuto alcuna risposta, ma, cosa più importante, non avendola ricevuta un articolo de La Repubblica che riportava dati inquietanti sulla nuova invasione dei cartelloni, pochi giorni dopo dovemmo concludere di essere entrati in una nuova Cartellopoli.

E se ci fosse servita qualche ulteriore conferma, c’è stato il risveglio dopo anni di qualche cittadino a fornircela. 

Torniamo sull’argomento con due importanti aggiornamenti. 

Anzitutto abbiamo avuto notizia che la Polizia Locale ha sanzionato alcuni degli impianti che avevamo segnalato, in particolare quello via Conte Verde, quello di via Labicana e via Merulana.

Questo vuol dire, a meno di ricorsi e cavilli giuridici sempre possibili, che quegli impianti non solo appaiono fastidiosi e fuori luogo ma sono illegali sulla base della normativa vigente.

Passato oltre un mese dalle sanzioni elevate dalla Polizia Locale cosa sarà successo a questi impianti?

Nulla, assolutamente nulla.

Il che vuol dire che essi hanno continuato a produrre profitti per chi li ha installati, pur violando norme vigenti, e continueranno a fruttare ogni giorno fino a quando non saranno oscurati o rimossi.

Eccolo qua uno degli impianti, tranquillamente a ridurre la visibilità nell’incrocio (chissà chi sarebbe responsabile in caso di incidente) e a pubblicizzare l’inserzionista di turno (che tra l’altro dovrebbe essere stato multato in solido col proprietario dell’impianto, ma non sappiamo se ciò sia accaduto). 

L’altro aggiornamento lo prendiamo da un’intervista rilasciata dall’assessore Cafarotti a La Repubblica a fine agosto e che, a nostro avviso, contiene informazioni molto preoccupanti.

Ecco quanto dichiarato da Cafarotti riguardo i cartelloni: 

Le gare stanno per partire, le rimozioni adesso saranno a carico dei concessionari.

Stiamo lavorando ad una delibera che ridefinisca i criteri secondo tre principi: la valorizzazione dei lotti affinché siano omogenei da punto di vista del valore commerciale.

Vogliamo costruire una mappa geografica precisa per ciascun lotto in modo tale che i diversi formati degli impianti siano spalmati equamente in tutta la città.

Così, detto chiaramente, vogliamo evitare che le gare vadano deserte.” 

Le gare stanno per partire …” dice l’assessore, ma poi tutto il resto della sua dichiarazione dimostra l’esatto contrario.

Se infatti si sta lavorando ad una delibera per ridefinire i principi delle gare, i tempi saranno necessariamente lunghi e quindi probabilmente le gare non partiranno prima di chissà quanti mesi.

Mettendo insieme ciò con l’informazione che le rimozioni degli impianti abusivi saranno a carico dei concessionari, capiamo che gli impianti di cui sopra potranno continuare a lucrare illecitamente per ancora molti mesi. 

Inoltre, sapendo che il Comune ha esplicitamente abdicato al compito di rimuovere, o anche solo oscurare, gli impianti (ed infatti la gran parte dei fondi che erano dedicati alle rimozioni sono stati spostati su altre poste), vogliamo scommettere che sempre più ditte ricominceranno ad installare impianti in violazione della normativa?

Ed ecco quindi che di nuovo ed ancora di più dobbiamo ammettere di essere in una nuova Cartellopoli.

Oltre a tutti gli elementi già citati, un’altra coincidenza è il comportamento criminogeno dell’assessore Cafarotti che, dichiarando pubblicamente che il Comune non procederà più a rimozioni degli impianti, finisce per invitare le ditte ad installare a piacimento con la certezza di lucrare illecitamente per molti mesi.

Ricorda o no questo atteggiamento quello dell’assessore Bordoni, ai tempi del Sindaco Alemanno, che con i suoi provvedimenti finiva per favorire le ditte più spregiudicate dando un impulso straordinario all’invasione dei cartelloni a Roma? 

Benvenuti allora nella nuova seconda Cartellopoli, questa volta da ascrivere interamente al Sindaco Raggi, responsabile anche dell’operato dell’assessore Cafarotti, laddove la prima Cartellopoli fu in grandissima parte merito della coppia Alemanno/Bordoni.

Ma se la prima Cartellopoli veniva da una situazione già molto confusionaria ed intricata, la seconda è stata generata in un contesto che già era stato in gran parte sistemato, almeno dal punto di vista normativo, e che richiedeva solo di portare a termine il lavoro già pronto.

Ora ripartiamo dal disegno dei lotti, come dichiarato da Cafarotti, alla ricerca di una perfezione che non esiste con l’unico risultato di rimandare alle calende greche una riforma che già due anni fa poteva essere stata completata.

 

 

(Articolo di Roberto Tomassi, pubblicato con questo titolo l’11 settembre 2018 ssul sito online “diario romano”)



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